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Caos calcio, dopo la calda estate si rischia un autunno di fuoco
16 Agosto, 2018

Un’estate così nera, e così calda, il calcio italiano non la ricordava da tempo. di Roberto Avantaggiato

Neppure a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, quando gli organici erano disegnati dal Tar e le squadre in sovrannumero portarono all’ampliamento degli organici stessi. Allora, era una o due squadre, tre al massimo, quelle che alzavano la voce, portavano i tifosi sotto le sede del Coni o della Figc, protestando contro le esclusioni o i provvedimenti di revoca. Un clima rovente, che al confronto di quello che sta succedendo ora, appare come un semplice “scaldino”.Già, perché dall’altro ieri, giorno della pubblicazione dei calendari di serie B, (che ha assegnato alla Rai l’esclusiva per gli highlites tv e il radiofonico) la guerra del calcio è a 360 gradi. Ieri, il nuovo atto: il rinvio del Collegio di Garanzia del Coni al 7 settembre dell’esame sui ricorsi di Ternana e Pro Vercelli contro la sospensione dei ripescaggi. Gli umbri hanno già annunciato un nuovo ricorso.Persino la serie A, che dopodomani dà il via alla nuova stagione, non sembra fuori da ogni contesa. La mannaia che pende sulla testa del Chievo (il processo sportivo sulle plusvalenze “fittizie” è da rifare e la sentenza non arriverà prima di metà settembre) non lascia tranquilli nessuno. E mette addirittura in agitazione il Crotone, che ne prenderebbe il posto qualora i veronesi venissero penalizzati per la scorsa stagione, com’era stato richiesto dalla Procura nel primo processo, quello annullato. I calabresi ieri hanno richiesto l’ammissione in sovrannumero alla serie A, motivandola con le modifiche, apportate dal commissario straordinario Fabbricini (ma non controfirmate dal segretario generale...) ad alcuni articoli delle Noif, per consentire alla B di partire a 19 squadre «nel caso ci siano concreti rischi di non poter far partire la stagione». Condizione che il Crotone ravvisa proprio nella situazione del Chievo, la cui presenza in serie A (sabato i giallobù apriranno il campionato contro Ronaldo...) rischia di non rendere regolare il campionato stesso.L’AIC TUONATuona anche l’Assocalciatori, che per voce del suo vice presidente, l’avvocato Umberto Calcagno, su Radio Sportiva annuncia la volontà di scioperare, paventando cause di risarcimento danni per la Figc. «Impugneremo la norma con tutti i calciatori delle squadre che dovevano essere ripescate e con tutte le società», ha spiegato Calcagno. «Abbiamo lasciato il calcio in mano a chi lo detesta e questi soggetti hanno solo interesse a creare più casino possibile. Non hanno risolto i problemi e ne stanno creando ogni giorno uno di più. E’ tutta una forma clientelare, con atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con il nostro sistema. Sapete che risarcimenti dovrà pagare la Figc? Ma tanto ai soggetti che hanno fatto questo colpo di mano non interessa perché loro non ci saranno più...».IL GOVERNODi colpo di mano e abuso di potere urlano anche da Catania, dov’è sceso in piazza lo stesso sindaco, Salvo Pogliese, che ha chiesto l’intervento del Governo. Che, parte sua, una bacchettata al Coni e a Malagò l’ha data, intimando “prima possibile” la convocazione dell’assemblea della Figc, come chiedono da tre mesi il 73% dei delegati assembleari del calcio. Ma sui calendari ancora nessuna data è stata segnata in rosso. Segnale di un autunno che può essere ancora più caldo dell’estate. E se la volontà fosse quella di incendiare tutto come fece Nerone per costruire una nuova casa (federale) a propria immagine e somiglianza?