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"Il calcio subirà una devastazione che lascerà morti e feriti"
12 Luglio, 2018

All'indomani del trasferimento di Ronaldo alla Juve parla il giornalista d'inchiesta Pippo Russo: "La bolla esploderà per tutti"

Pippo Russo è un giornalista d’inchiesta sempre un passo avanti alla concorrenza. Fu lui il primo a parlare degli strani legami fra Argentina e FC Locarno, qualche settimana fa è stato lui a dare il via alla querelle delle mirabolanti plusvalenze generate sull’asse Cesena – Chievo e sempre lui, poche ore prima dell’ufficializzazione del trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juve, ha scritto un pezzo d’analisi (clicca qui per leggerlo) sul ruolo di Jorge Mendes, potentissimo agente dell’asso portoghese.Abbiamo approfittato della disponibilità di Russo per porgergli alcune domande.

Nel suo articolo, lei motiva la partenza di Ronaldo con l’inchiesta che lo ha visto patteggiare una multa di 18.8 milioni di euro (e due anni di detenzione sospesi con la condizionale) per frode fiscale. In che modo questa sanzione può aver allontanato CR7 dal Real?

“Negli scorsi mesi il caso è stato ampiamente dibattuto sulla stampa spagnola. Ronaldo ha sempre mantenuto l’atteggiamento dell’uomo perseguitato dalla giustizia. Inoltre, e questo è un fattore molto importante, si aspettava maggiore copertura da parte del Real. Si immaginava che la potenza politica del club potesse garantirgli un trattamento migliore. Così non è stato e dunque ha deciso di lasciare la capitale, uscendone comunque molto male.”

Via da Madrid e sbarco a Torino. Come mai proprio alla Juventus e non altrove?

“Francamente mi pare che per lui non ci fossero molte alternative. Acquisire un giocatore così comporta un’operazione di una tale pesantezza che solo pochi club possono permettersi. In realtà forse solo PSG, Manchester United e Juventus potevano essere in corsa. Il City invece non ha mai mostrato interesse.L’ipotesi francese è però subito stata scartata. Il ds dei parigini è un portoghese, Antero Henrique, nemico giurato di Jorge Mendes. Lo United invece non è mai stato davvero in corsa anche perché i rapporti fra Cristiano e Mourinho sono piuttosto freddi sin dai tempi di Madrid.Non bisogna poi sottovalutare il contesto in cui si muove Mendes. Il procuratore di Ronaldo ha eletto l’Italia a suo nuovo terreno di caccia. Dopo lo scandalo Football Leaks in cui è rimasto coinvolto, Mendes ha bisogno di rilanciarsi. In Italia ha stretto legami con Napoli e Lazio. L’approdo alla Juventus è solo un ulteriore sviluppo naturale. Prima ha piazzato Cancelo, adesso è arrivato il turno di Ronaldo, che di fatto ha cementato il matrimonio fra le due parti.”

Restando a Mendes. Dal comunicato ufficiale della Juventus si evince che nelle sue tasche sono finiti 12 milioni di euro. Una cifra all’apparenza enorme ma in realtà assolutamente nella media quando si parla di grandi trasferimenti.

“Di per sé non è una cifra esagerata ma bisogna considerare che questi soldi sono legati unicamente al passaggio del calciatore da un club all’altro. Sul contratto firmato con la Juve non sappiamo ancora niente. Sono sicuro che dallo stipendio di Ronaldo lui incasserà una percentuale. Solitamente Mendes si mette in tasca il 10%... (lo stipendio netto di Rolando dovrebbe aggirarsi sui 30 milioni di euro netti, ndr.)

Insomma, pare di capire che lei consideri i procuratori come il male supremo del mondo del calcio...

No, non è così. Il problema non sono gli agenti. I manager sono dei professionisti dell’intermediazione che fanno il loro lavoro. Esistono quelli onesti e quelli disonesti.La criticità nasce invece con l’avvento dei “super agenti”, aggregatori di affari che non si limitano ad intermediare ma creano il mercato. Hanno il potere di avviare ma anche interdire il mercato.Queste sono figure che stanno distorcendo il calcio e che non vengono combattute a dovere.”

Il suo articolo termina con toni apocalittici: “In attesa che la bolla speculativa esploda per tutti.”

“Tutto questo finirà, non so quando, ma finirà. Contrariamente alle mie attese il sistema ancora regge e la bolla continua a gonfiarsi. Quando si sarà raggiunto il limite di non ritorno, il calcio subirà una devastazione finanziaria che lascerà morti e feriti. Attenzione, non sto parlando dei tifosi. A loro verrà restituito una calcio più umano dove il campo tornerà ad essere l’unico vero giudice, mettendo finalmente in un angolo il potere economico che oggi decide gli equilibri di questo sport.”